Corsi di lingua dei segni per i dipendenti comunali

COMUNE BOLOGNA. PENSA A CORSI DI LINGUA DEI SEGNI PER DIPENDENTI PER FACILITARE COMUNICAZIONE DELLE PERSONE SORDE CON GLI UFFICI.

(DIRE) Bologna, 23 nov. – L’amministrazione comunale di Bologna valuta la possibilità di insegnare la lingua dei segni ad alcuni dipendenti, soprattutto quelli impegnati in ruoli di front office, così da facilitare la comunicazione con le persone sorde che si rivolgono ai servizi di Palazzo D’Accursio. La proposta è stata avanzata dal gruppo di Insieme Bologna e da parte di Maria Adele Mimmi, dirigente dell’area Benessere di comunità, arriva la disponibilità ad approfondire una soluzione di questo tipo.

Dai banchi di Insieme Bologna, il capogruppo Gian Marco De Biase sottolinea che da parte delle persone con difficoltà uditive si segnala che “la difficoltà maggiore, quando si recano negli uffici pubblici e in particolare negli Urp dei Quartieri, e’ quella di comunicare con il personale perche’ quasi nessuno riesce ad utilizzare il linguaggio dei segni”.

Tramite un ordine del giorno, dunque, Insieme Bologna chiede di che il Comune assuma l’impegno di far imparare la lingua dei segni ad una parte dei dipendenti, soprattutto quelli che lavorano nel front office.

“Non posso che condividere un odg di questo tipo”, risponde Mimmi, assicurando che “certamente si potra’ ragionare di questo tema insieme al settore Personale”.

Per la dirigente, “il tema dell’accessibilità agli uffici, non solo quella fisica, è senza dubbio significativo” e una specifica “attenzione” a questo tema e’ dovuta.

Non a caso, sul fronte piu’ generale dell’accoglienza delle persone con disabilità, una formazione tra i dipendenti “è stata fatta ed è molto utile”, sottolinea Mimmi, per evitare comportamenti “stereotipati” che finiscono per “mettere queste persone in una doppia difficoltà”.

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