Villa Mazzacorati e teatro del ‘700, patrimoni ignorati dalle istituzioni

Insieme Bologna  denuncia il completo abbandono da parte di Comune e Regione del magnifico teatro settecentesco di Villa Mazzacorati e l’assenza di qualsiasi progetto di tutela e valorizzazione di un gioiello riconosciuto a livello europeo.

L’Assessore Lepore ci risponde a stretto giro (e non solo lui). Bene, ma non benissimo.

Il comunicato di Insieme Bologna:
Ci rallegriamo di apprendere che, finalmente, l’Assessore annuncia che farà quello che come Insieme Bologna abbiamo sempre chiesto: aprire un tavolo con la Regione per un piano di valorizzazione della Villa e del Teatro. Abbiamo fatto bene ad insistere, quindi.
Lepore sconfessa i suoi del gruppo di centrosinistra al Savena che lo scorso 10 aprile hanno bocciato un nostro OdG (17/2019) che invitava espressamente a sostenere una sua iniziativa in questo senso e letteralmente “la Giunta ad avviare un tavolo di confronto con la Regione Emilia-Romagna, proprietaria del complesso”.
Emerge che per il patto di collaborazione siglato a luglio (che ci piace moltissimo), le visite guidate dovrebbero essere gratuite, mentre sono di fatto a pagamento visto che è richiesto un contributo, cosa che riteniamo del tutto opportuna, viste le finalità e il soggetto autorevole che le gestisce, ma che dovrebbe essere più trasparente negli atti che il Comune sigla.
Emerge che è completamente disatteso l’ordine del giorno del Consiglio di Quartiere Savena (25/2017), presentato e votato anche dal gruppo di Centrosinistra (oltre che da Insieme Bologna e Centrodestra), con il quale si sosteneva testualmente “un coinvolgimento del Quartiere Savena, in tutte le sue accezioni, e dell’Amministrazione comunale in ogni percorso che insieme alla proprietà della Villa Aldrovandi Mazzacorati si ponga l’obiettivo di una valorizzazione culturale, turistica, sociale, educativa e ricreativa del complesso includente la Villa stessa insieme con il giardino ed il Teatro settecentesco”.
L’Atto è stato pubblicato ed è consultabile online sul sito del Comune (tanto per parafrasare ), l’Assessore dovrebbe leggerselo (o farselo leggere dai suoi).
Visto che tale ordine del giorno è stato completamente e colpevolmente disatteso fino ad ora, chiediamo che non lo sia d’ora in avanti, anche perché se si andrà – come annunciato – verso un bando pubblico vorremmo che fosse fatto nella massima trasparenza e garanzia di partecipazione dei cittadini e delle realtà associative (a partire da quelle già coinvolte a vario titolo), almeno questa volta.

 

 

 

 

 

 

 

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