1. La cultura e il patrimonio comunale

Bologna è la sede della prima Università del mondo occidentale. Parlare di cultura a Bologna significa interagire con una città incline, per tradizione, a confrontarsi ed arricchirsi anche con esperienze linguistiche (nel senso più lato) lontane dalle Due Torri.

La vocazione della Dotta è aprirsi al dialogo per una crescita sociale comune, senza svilire o rinunciare alla propria identità territoriale. Una città senza radici, infatti, è una città senza futuro. Chi governerà Bologna dovrà quindi, come priorità, mantenere e tramandare alle future generazioni la nostra memoria storica, affinché la città di domani possa affrontare senza timore le grandi sfide della globalizzazione.

Il Genius loci di Felsina, poi Bononia e oggi Bologna, si caratterizza per una vivacità espressiva a 360°, che non dev’essere mortificata. Sviluppare progetti ad hoc per vari ambiti, apparentemente distinti, ma più che mai in simbiosi, significa investire in risorse, pubbliche e private, per ottenere un ritorno in ambito economico, imprenditoriale e turistico di notevole impatto.

La Bologna del 2021 dovrà aver rilanciato una pianificazione culturale e posto la città non solo come capoluogo di Regione, ma come punto di riferimento per il Paese intero: occorre superare quella mera centralità dettata dallo snodo ferroviario e autostradale, per divenire una vera e propria meta ambìta per le opportunità artistiche, museali e congressuali che potrà offrire.

Le scuole, in primis, di ogni ordine e grado, dovranno contribuire, nell’ambito della loro autonomia scolastica, a formare i giovani bolognesi e renderli consapevoli del valore e del patrimonio storico-artistico e scientifico-tecnologico della nostra città. Si devono stimolare ed avviare percorsi di formazione scuola/lavoro negli Istituti Secondari, affinché i nostri ragazzi possano orientarsi negli studi con metodo e consapevolezza delle proprie capacità. È necessario supportare e gratificare le nostre eccellenze, affinché trovino sul territorio le dovute opportunità di inserimento e di crescita professionale. Dobbiamo investire su progetti mirati ad una offerta formativa scolastica che risponda alla domanda del mercato locale e a quello globale, che è in continua trasformazione.

Inoltre, in tutti i Quartieri dovrebbero decollare le esperienze del C.Q.R. (Consiglio di Quartiere dei Ragazzi), quali opportunità per avvicinare i giovani studenti al mondo delle istituzioni locali e stimolare in loro una crescita civica e civile. Queste esperienze aiutano gli adolescenti a prendere coscienza della realtà in cui vivono e delle relative problematiche e, attraverso un confronto costruttivo, a sviluppare e proporre soluzioni condivise per il bene comune.

Le Accademie cittadine, il Conservatorio di Musica Giambattista Martini e l’Accademia delle Belle Arti devono essere luoghi non relegati, ma opportunità per valorizzare i talenti attraverso manifestazioni che coinvolgono l’intera comunità bolognese. Le varie discipline insegnate potrebbero trovare nella città stessa il luogo dove sperimentare e maturare la didattica in corso. La città non solo del bel canto, con musica jazz, classica e corali conosciuti ovunque, ma anche piazza prediletta per la musica leggera con cantautori e gruppi di fama internazionale, grazie all’organizzazione di festival.

Anche in campo artistico l’Accademia delle Belle Arti potrebbe essere coinvolta con esperienze dirette e “dal vero” per recuperare dall’incuria del tempo (e delle Amministrazioni) palazzi storici e monumenti presenti soprattutto in prossimità delle Due Torri, come Palazzo Orsi, immobile condannato ad uno stato di pessimo degrado. È fondamentale dunque salvaguardare il patrimonio immobiliare storico con fondi mirati, perché si conservi come viva testimonianza del nostro passato.

I Teatri, non solo quelli oggetto di importanti programmazioni e calendari, ma soprattutto quella miriade di palcoscenici amatoriali che vivono e sopravvivono per la tenacia dei loro direttori, hanno bisogno di sostegno. Questi rappresentano infatti una linfa vitale per il territorio: coinvolgono le scuole in percorsi didattici di espressione; arricchiscono con la loro produzione la cultura locale, quella dialettale, altrimenti dimenticata; incarnano il vero spirito bolognese e per questo un’Amministrazione pubblica li dovrebbe affiancare ed incentivare nell’importante attività sociale che svolgono, oltre che per la funzione di presidi del territorio: un piccolo teatro aperto la sera significa sicurezza in più per la zona ed i suoi residenti.

I Musei bolognesi non sembrano decollare come le Mostre di richiamo nazionale allestite, invece, nei Palazzi adibiti a sedi espositive. Lo sforzo della futura Amministrazione dovrà essere quello di rendere più fruibile il nostro patrimonio artistico “quotidiano”: il complesso di Santa Maria della Vita, per fare un esempio, con il celebre Compianto di Nicolò dell’Arca, è diventato da pochi mesi a pagamento. Perché privare il passante dell’abitudine di entrare e di ammirare tanta bellezza?

Il percorso artistico cittadino dev’essere valorizzato, pubblicizzato e condiviso. La città deve attrarre il turismo non solo per l’eventuale mostra di turno, ma, e soprattutto, per le bellezze presenti ancora poco conosciute. Alcune scuole si stanno già muovendo in tal senso (come il Liceo Galvani) preparando dei giovani ciceroni quali guide dei nostri musei: un’esperienza sicuramente formativa in cui tutte le istituzioni dovrebbero fare la loro parte.

Il settore enogastronomico, sempre vitale e rappresentativo della Grassa, dovrà essere sostenuto e salvaguardato dal diffondersi nel Centro Storico di fast food che vendono cibi che niente hanno a che vedere con la nostra cultura alimentare: il settore è un importante traino turistico, per cui, soprattutto in centro, si dovrà vigilare sulla qualità e sull’opportunità di far aprire certi tipi di attività.

Patrimonio artistico e censimento

Un progetto culturale della città si può dunque articolare in due aspetti:

A) Un aspetto inteso a promuovere il patrimonio artistico-culturale della città, avvalendosi della conoscenza di tutte le eccellenze, che sono la sua ricchezza.

B) Un aspetto inteso a favorire e promuovere:
— la crescita di giovani talenti;
— il sostegno ad artisti del territorio già affermati;
— altri progetti che abbiano attinenza con la città.

Un cultura che – al di là della sua connotazione di valore assoluto – può essere lo strumento di una rinnovata fioritura turistica ed economica urbana. Il primo passo in tal senso sarà il censimento del patrimonio d’arte della città.

Una prima sommaria ricognizione ci dice che nella nostra città si trovano:
– oltre 50 musei,
– circa 50 gallerie d’arte,
– una ventina di teatri,
– una trentina di chiese antiche ed edifici religiosi ricchi di opere d’arte,
– istituzioni di eccellenza come ad esempio la Cineteca, l’Accademia delle Belle Arti, quella del Cinema, il DAMS, il Conservatorio, Arte Fiera…

Questo prezioso patrimonio può costituire uno strumento di promozione della città e può essere gestito in maniera intelligente creando percorsi e proposte e garantendo così la miglior comunicazione della loro offerta culturale ai cittadini e a chi arriva a Bologna per affari o turismo.

Progetti e iniziative culturali

Bologna e la Regione Emilia-Romagna hanno dato voce ai più grandi talenti della musica leggera e sarebbe naturale dar vita a iniziative correlate, un Festival in piazza, un appuntamento annuale così come si fa col cinema.

Maggior visibilità dovrebbero avere anche i già citati Bologna Jazz Festival e le altre rassegne di Jazz e Blues, cercando di allargare la cerchia di appassionati tra gli studenti delle scuole superiori, favorendo così una migliore conoscenza del genere e creando un momento di attrazione verso la città.

Proposte

— Organizzare in collaborazione con Istituti scolastici e universitari stage orientati alla conoscenza delle opere e delle Istituzioni artistiche e culturali della città;
— creare dei gruppi di lavoro permanenti costituiti da cittadini, studenti e persone in genere interessate al mondo dell’arte e della cultura per studiare e suggerire progetti e iniziative di qualità, integrati anche in un contesto più ampio di territorio;
— redigere una carta del patrimonio della città da divulgare anche per alimentare l’interesse turistico (non a caso il nostro Ministero della cultura si chiama MIBACT, Ministero per i Beni, le Attività Culturali e Turismo, a sottolineare il legame strettissimo tra cultura e interesse turistico).

Questi obiettivi si possono perseguire con la collaborazione tra cittadini, istituzioni e realtà economiche della città che investono in cultura. È sotto agli occhi di tutti quanto accade nella musica lirica, classica e sinfonica, un grande retaggio del Paese, dove tuttavia oggi i giovani artisti a imporsi sono per la maggior parte stranieri.

Cultura e natura

La nostra proposta ecologica non sarà “stare in bicicletta in mezzo al traffico”, ma favorire serene passeggiate all’interno dei tanti parchi, come quelli sui nostri magnifici Colli (che tutti ci invidiano) con i nostri animali, soffermandoci a leggere qualche pagina di un bel libro.

Proposta per il salvataggio culturale di Bologna attraverso il corretto utilizzo di fondi europei

1) Riqualificazione di immobili fatiscenti del centro storico con trasformazione degli stessi in Silos-Parcheggio multipiano, per permettere l’accesso dei cittadini, turisti e disabili ai poli di attrazione culturale e enogastronomica del centro attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr).

2) Postazione fissa in Piazza Maggiore o zona limitrofe di uno stand di prodotti tipici bolognesi, con dimostrazioni culinarie tradizionali attraverso i Fondi Agricoltura e Sviluppo rurale.

3) Finanziamento di una serie di progetti di Ricerca sulla Storia della Città di Bologna e il suo unico passato di Faro dell’Europa attraverso il Fondo “Europa per i Cittadini”.

4) Campagna di Scavi Archeologici di Ricerca e non d’Emergenza per la verifica dell’ingente patrimonio culturale non conosciuto e non valorizzato nel Centro Storico. Piccoli sondaggi mirati ad impatto zero sulla Cittadinanza attraverso i Fondi Strutturali di Europa Creativa.

5) Restauro, manutenzione e valorizzazione dei tratti di Mura Medievali rimaste ancora in piedi (es. San Donato-Mascarella, Grada, Mazzini-Via Dante; Strada Maggiore-Via San Vitale) prima del loro definitivo deterioramento e illuminazione notturna per valorizzarle attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

6) Mostra Permanente a rotazione degli Statuti e Registri conservati all’Archivio di Stato di Bologna afferenti al Comune Medievale, epoca in cui Bologna ha insegnato al mondo il diritto e il vivere civile.

7) Agevolazioni per l’apertura di esercizi tipici e culturali nel Centro Storico e diniego alla concessione di apertura di Call Center, Kebab e altri ristoranti non tipici almeno nella zona del Quadrilatero e di Via D’Azeglio, denominata Zona Tipica.

8) Campagna di sensibilizzazione nelle Scuole Cittadine per la promozione della conoscenza delle radici culturali felsinee attraverso il Fondo “Europa Creativa”.

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