4. Il welfare

Il Comune e il Terzo settore insieme possono fare molto, per questo auspichiamo che il Parlamento approvi la legge di riforma per rafforzarla.

Il Terzo settore, in una corretta e moderna visione di sussidiarietà, è la risposta più adatta per sconfiggere la crescita del disagio sociale. Il rapporto tra l’Amministrazione comunale, il Terzo settore e il volontariato deve svilupparsi in un modo più strutturale e sinergico.

Occorre creare una rete che ponga la massima attenzione all’assistenza di chi ha bisogno: bambini, anziani, donne, famiglie, disabili… Una rete dove chi governa la città, il privato e il Terzo settore no-profit operino avendo come stella polare il bene comune.

Proposte per la città

A) All’ASP (Azienda Servizi alla Persona Città di Bologna) – nata dalla fusione di tre IPAB (Giovanni XXIII, Poveri Vergognosi e Irides) – sono state date rilevanti responsabilità per la gestione di situazioni delicate, ovvero la quasi totalità dei Servizi Sociali. Si presenta dunque come un soggetto innovativo di notevole importanza nell’ambito dei soggetti pubblici produttori ed erogatori di servizi socio-sanitari.

La sua struttura organizzativa si avvale di un Amministratore unico e di un Direttore generale che hanno il gravoso compito di gestire, oltre ai servizi sociali, un immenso patrimonio immobiliare, derivato dalla soppressione delle IPAB che, a loro volta, lo avevano ricevuto dalle ricche donazioni avvenute nel corso degli anni.

L’ASP trasmette annualmente alla Regione ed al Comune una relazione sull’andamento della gestione economico-finanziaria e sui risultati conseguiti, e ciò anche in riferimento agli obiettivi della programmazione regionale e locale.

Proponiamo quindi la creazione di due Aziende distinte, una ASP Servizi e una ASP Patrimonio, come previsto peraltro dal Dlg. n°207 del 4 maggio 2001 e dall’Art. 10 della legge 328/8 novembre 2000, in cui si legge: «[…] prevedere la possibilità di separare la gestione dei servizi da quella dei patrimoni garantendo comunque la finalizzazione degli stessi allo sviluppo e al potenziamento del sistema integrato di interventi e servizi sociali […]»

Questa separazione porterebbe sicuramente vantaggi specializzando ciascuna delle due Aziende a una gestione più mirata in vista della loro missione istituzionale; e questo si tradurrebbe indubbiamente in una maggiore ampiezza ed efficienza dei servizi erogati alla comunità.

B) Nell’ottica di un maggior sostegno e coordinamento tra Caritas ed Entità solidali del territorio, si propone un apposito Assessorato all’emergenza socio-umanitaria.

C) È necessario schierarsi con atteggiamento di severa condanna relativamente alle occupazioni delle case ACER, ma è contestualmente altrettanto necessario definire chiari criteri ISEE di assegnazione delle medesime, nonché attivare strumenti di controllo più severi ed efficaci con periodicità più ravvicinate.

Infatti, dal momento che le occupazioni abusive costituiscono reato, si devono velocizzare le procedure per il rientro in possesso da parte dei proprietari o dei legittimi assegnatari degli alloggi occupati. Non è infatti concepibile che si debbano attendere anni, come sta recentemente capitando, per rientrare in possesso di un alloggio legalmente detenuto e che è stato abusivamente occupato.

Con queste lunghe tempistiche non solo si stimolano l’illegalità e la “guerra fra poveri”, ma si compie una vera e propria ingiustizia nei confronti dei cittadini onesti che, loro malgrado, si troverebbero a pensare che solo infrangendo la legge si riescono a difendere i propri diritti.

In questi mesi tutti i media dissertano sulle nostra città sempre più caotiche, ma il caos nasce proprio qui: nei diritti calpestati dei cittadini, nella vittoria del più furbo, nella mortificazione delle persone oneste.

D) Si deve infine considerare la riduzione delle tasse locali, almeno per le fasce sociali più disagiate.

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