5. Infrastrutture e viabilità

Lo sviluppo delle infrastrutture di una città deve essere ragionato nell’ambito e nell’ottica di un piano armonico di crescita e di sviluppo dell’area metropolitana. La città di Bologna, in linea generale, può vantare un’alta qualità infrastrutturale in relazione alle opere fognarie, agli acquedotti, agli impianti di raccolta e smaltimento rifiuti, ma non in funzione della viabilità dell’area urbana.

I concetti di infrastruttura e di viabilità sono interdipendenti e funzionali tra loro e il progetto di sviluppo, in questa direzione, deve essere lungimirante e non circoscritto ad un breve lasso temporale, perché il progresso, nel breve periodo, potrebbe nuovamente porre gli amministratori nelle condizioni di dover nuovamente intervenire. Non bisogna quindi pensare a come potrebbe essere Bologna nel 2020, ma dobbiamo con lungimiranza prevedere una possibile Bologna del 2050.

Attualmente all’orizzonte ci sono quattro grandi interventi strutturali legati alla viabilità che, qualora realizzati, potrebbero inequivocabilmente rendere la nostra città più vivibile e con la migliore circolazione in ambito nazionale. Questi sono:

— bocciato il progetto del Passante Nord, l’allargamento delle attuali autostrada e tangenziale potrebbe migliorare la scorrevolezza del traffico, ma causerebbe notevoli disagi a tutti i cittadini che risiedono nelle loro vicinanze e non risolverebbe il problema dell’inquinamento all’interno della città. Per questo motivo proponiamo da tempo la realizzazione di un Passante Sud, un nuovo asse in galleria che collegherebbe direttamente Casalecchio a San Lazzaro, senza eccessivi consumi di terreni e con una minore necessità di effettuare espropri;

— conseguentemente alla realizzazione di un Passante Sud, si avrebbe l’aumento delle corsie della tangenziale in ogni senso di marcia nel tratto attuale;

— la metropolitana e la contestuale creazione di parcheggi sotterranei o sopraelevati in corrispondenza dei capolinea. Giova ricordare che la presenza di acqua nel sottosuolo bolognese non è ragione ostativa considerato che sotto il canale della Manica transitano treni e automobili.

Come ci insegna l’esperienza maturata da altre città, una migliore viabilità, oltre a migliorare sensibilmente il benessere dei suoi abitanti, fornisce un importante impulso all’economia metropolitana riducendo, contestualmente, l’inquinamento.

Altri interventi

A) Innanzitutto, occorre migliorare la manutenzione delle strade, spesso fortemente degradate, con vistose buche e asperità di ogni genere che rendono difficoltosi nonché rischiosi gli spostamenti. È chiaro che la situazione sarebbe molto meno critica se gli introiti derivati da multe e oblazioni per infrazioni al Codice della Strada fossero effettivamente devoluti per il ripristino e la sistemazione del manto stradale. Lo stesso si dica per cordoli e “golfi” mal segnalati, che costituiscono un pericolo per gli utenti della strada, su cui si deve intervenire con tempismo e decisione.

Da molte parti si rilevano lavori mal realizzati e che necessitano di continui interventi di ripristino, problema che va assolutamente risolto con le ditte incaricate senza che ciò sia a carico dei contribuenti.

Interessante sarebbe poi iniziare un’analisi sui costi e benefici di questi interventi: ci faremo promotori di una proposta di legge di iniziativa popolare per individuare tutte quelle procedure che permettano all’Ente locale di intervenire direttamente con una propria struttura per sopperire a queste gravi criticità; inserendo anche in questa proposta di legge, su interventi che prevedano procedure della normativa Europea, il massimo rigore per le varianti in corso d’opera.

B) Anche la pulizia delle strade e dei marciapiedi appare trascurata e carente, nonostante le nuove normative che hanno inasprito notevolmente le multe per l’abbandono di mozziconi e cartacce. Una città pulita è il primo passo per raggiungere una vera vivibilità e civiltà. In merito, è auspicabile l’aumento dei cosiddetti vespasiani per tutelare l’aspetto igienico, evitando latrine a cielo aperto.

Si propone inoltre di ripristinare i sottopassi del Centro destinandoli a finalità culturali e sociali, anche se è chiaro che simili operazioni richiederebbero una grande attenzione per evitare che diventino centri di spaccio o di degrado.

Grande attenzione va posta anche alla lotta contro la vendita di oggetti contraffatti, fenomeno che deve essere combattuto a 360 gradi, attivando le necessarie procedure per verificare a monte chi gestisce il business, intervenendo così radicalmente e in modo definitivo.

C) È davanti agli occhi di tutti l’irrazionalità di certe piste ciclabili, in genere ricavate sui marciapiedi, con grave rischio sia per i ciclisti stessi che per i pedoni, in particolare anziani e mamme con bambini, che si trovano a dover condividere con le biciclette un’area originariamente pensata per il solo transito a piedi.

Recentemente, poi, si è molto parlato dello scempio effettuato in via Azzurra, in cui il forzato inserimento di una pista ciclabile ha talmente ridotto la carreggiata da rendere la strada quasi impercorribile: code estenuanti negli orari di maggior traffico, corsia di parcheggio praticamente inutilizzata essendo ritenuta troppo pericolosa dagli autisti, che temono di essere colpiti dalle auto in movimento. Questo è solo un esempio della volontà di questa Amministrazione di potersi fregiare dell’aumento delle piste ciclabili senza però studiare, contestualmente, un vero piano globale della città, una vera rete funzionale ed efficiente: si prende ciò che è già esistente e lo si modifica selvaggiamente, senza le altre necessarie valutazioni per la sicurezza dei cittadini e per il buon fine delle piste stesse.

D) Per la sicurezza nell’ambito della mobilità e anche dell’ambiente, si propone l’aumento dei semafori a chiamata. Si dovrebbero inoltre evidenziare maggiormente le strisce pedonali con una migliore illuminazione e con catarifrangenti o luci luminose nei cordoli del marciapiede.

E) È inoltre fondamentale eliminare ovunque le barriere architettoniche, che è necessario non solo ai portatori di handicap ma anche alle mamme che si muovono sui marciapiedi con i bimbi in carrozzina.

F) Si deve valutare l’impatto dell’onda rossa voluta dall’Assessore Colombo che, proprio in nome della sicurezza, riduce la velocità veicolare, provocando enormi intralci alla circolazione.

In merito, grande attenzione va data proprio all’esasperazione che affligge gli automobilisti costretti a fare lunghe attese nel traffico spesso concitato e, per di più, fra:

— i ciclisti che girano contromano e senza un adeguato equipaggiamento (luci, catarifrangenti, giubbotti ecc) che ne segnali la presenza, in particolare di sera quando per gli automobilisti è davvero difficile individuarli in tempo;

— i continui cambi di divieti di velocità nelle strade di scorrimento primario in cui la cartellonistica verticale disorienta l’automobilista che, anziché porre la giusta attenzione alle strade e alle auto, è costretto a dividersi fra il guardare i tanti cartelli di divieto e la velocità indicata sul cruscotto;

— i semafori controllati elettronicamente che, all’improvvisa comparsa del giallo, costringono a pericolose inchiodate. È comprovato che la presenza di un controllo elettronico delle infrazioni semaforiche aumenti esponenzialmente il numero di tamponamenti, perché costringe gli automobilisti a superare l’incrocio in velocità, per liberarlo prima che si attivi la luce gialla;

— i lavavetri appostati ai semafori, che distraggono dalla guida e innervosiscono gli automobilisti, nascondono dietro di loro un vero e proprio business di sfruttamento che una comunità civile non può accettare.

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